Lo stoccaggio e il trasporto sono momenti chiave nella gestione dei prodotti termosensibili. Il corretto mantenimento della catena del freddo è infatti indispensabile per la conservazione delle caratteristiche di queste merci delicate. Per garantire che la continuità della temperatura venga rispettata si utilizzano dispositivi per il monitoraggio della catena del freddo, che spaziano molto in termini di sensibilità, accuratezza e costo.

La ricerca italiana A Temperature-Sensitive RFID Tag for the Identification of Cold Chain Failures pubblicata sulla rivista Sensors and Actuators A:Physical ha ideato un nuovo sensore dalle alte prestazioni e dal basso costo, basato sull’utilizzo di sensori RFID combinati con un liquido ionico drogato con rame.

Quando la catena del freddo si interrompe

La catena del freddo è un punto critico nella logistica di molti settori, come quelli alimentare e farmaceutico. I limiti di temperatura possono essere stabiliti a livello internazionale oppure variare tra Paesi diversi. Quest’ultima circostanza è una delle cause della registrazione di anomalie di temperatura, insieme all’errore umano, al malfunzionamento delle attrezzature e a confezionamenti inadeguati.

Interrompere la catena del freddo significa mettere a repentaglio la qualità della merce. Le conseguenze danneggiano i clienti ed i fatturati, oltre a ricadere sulla salute del consumatore nel caso di prodotti destinati alla vendita al dettaglio o di farmaci.

Vista la grande importanza dell’argomento, non stupisce che la richiesta di dispositivi per il monitoraggio efficace ed economico delle merci refrigerate sia rilevante. Basti pensare che le aziende di biofarmaci, forse la categoria farmaceutica più sensibile alle temperature, investono circa 260 miliardi di dollari all’anno per garantire l’efficienza delle proprie catene del freddo.

Una nuova tipologia di sensore

La ricerca è stata condotta dal Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR e con l’azienda Caen RFID srl. Tra le tante tipologie di sensori impiegate per il monitoraggio della temperatura, quella messa a punto dai ricercatori sfrutta infatti la tecnologia RFID, già ampiamente utilizzata nella logistica per tracciare le spedizioni.

I ricercatori propongono però un sensore RFID modificato con un liquido ionico drogato con rame. Le proprietà dei liquidi ionici permettono il loro utilizzo nella produzione di vari tipi di sensori. Sono infatti costituiti da sali allo stato liquido a determinate temperature, che possono essere stabilite in fase di produzione modificando la composizione dei sali stessi. L’aggiunta di ioni rame permette proprio una regolazione del punto di fusione e di quello di congelamento del liquido. In questo modo si possono produrre sensori come quello proposto nella ricerca, il cui liquido ionico fonde in modo irreversibile superata la soglia degli 8°C.

Oltre alla regolazione piuttosto semplice della temperatura di fusione, i vantaggi di questo sensore sono molti. Questi dispositivi, infatti, funzionano molto bene con diverse condizioni di umidità relativa, caratteristica importante per essere utilizzati nel monitoraggio della catena del freddo. Inoltre il costo è basso ed è possibile acquisire i dati di numerosi trasporti con un unico lettore, senza contatto fisico o visivo. Una bella novità in un settore sempre alla ricerca di soluzioni efficaci e dai costi contenuti.

Articoli correlati

Vaccini anti Covid-19, attenzione anche alla conservazione tra 2 e 8°C

Vaccini anti-Covid, così si conservano in sicurezza